Il Bhangra è un ballo folk della Punjab, regione dell’India del nord. Il ballo nasce nella festività del Vaisakhi che cade ad aprile e durante la quale si festeggia la primavera ed il primo buon raccolto.
Il gruppo, nato a Cremona e recentemente visto nel film documentario The Harvest, mette in scena un ballo forte, intenso e con coreografie movimentate e travolgenti. I magnifici e coloratissimi costumi tradizionali contribuiscono a rendere irresistibile e coinvolgente questa danza in grado di trasmettere felicità, gioia e divertimento.
L’esibizione è preceduta, questo stesso giorno dalle 19:00 alle 21:00, dal laboratorio Open Space BALLANDO COI BHANGRA VIBES.
CHE FOM? SPETOM!
Ispirato all’opera – dai romanzi degli anni ‘50 fino ad Aspettando Godot – di Samuel Beckett, CHE FOM? SPETOM! è una sfida: affidare al dialetto bresciano il compito di esplorare temi a lui estranei come l’attesa; di esplorare la capacità di una lingua quasi morta di raccontare un’umanità in attesa della notte. Usare la lingua dei padri per dare suono alle parole di un’umanità disperata che affronta con trasandata malinconia la perdita di senso della vita, dello stare insieme; di un’umanità alle prese con la voglia e l’incapacità di dare un senso allo scorrere stesso del tempo. Rasentano la follia e il ridicolo, i tentativi del Nani e del Bepi di trovare la maniera giusta per far passare il tempo… in attesa del Piero…
DÉJÀ VU
5077: viene pubblicato l’ultimo romanzo, qualsiasi storia è stata raccontata, ogni ideale messo nero su bianco, le sequenze di note possibili sono terminate, ogni canzone è stata intonata, qualsiasi soggetto dipinto o scolpito, i colori sono stati abbinati in ogni variante, sceneggiature tratte da storie vere ricordano troppo da vicino altre storie già narrate, drammaturgie di fantasia non è più possibile scriverne. Tra ribellioni e indifferenza, paura e indecisione, c’è ancora chi vuole credere che qualcosa di nuovo possa esistere. “Alzarsi la mattina e sapere che qualunque cosa io faccia è già stata fatta innumerevoli volte…a cosa serve che la faccia pure io?”.
In un futuro distopico, la Compagnia dei Ragazzi di Teatro19 ha immaginato la fine del mondo come fine dell’arte, i pensieri diversi di ciascuno hanno dato vita a Déjà Vu.
Compagnia Dei Ragazzi è un progetto di Teatro19 teso alla formazione teatrale a tutto tondo (regia, drammaturgia, recitazione) di un gruppo di persone fra i 14 e i 20 anni, per la promozione e il sostegno all’autoralità giovanile, con particolare sensibilità al teatro sociale d’arte e di comunità.
VADO AL MASSIMO!
“Non ricordo esattamente il momento in cui ho iniziato.. sono passati troppi chilometri… Ricordo bene però, la fatica delle prime volte e quella domanda che mi accompagnava come un mantra ad ogni uscita “Ma chi te lo ha fatto fare?”.
L’istinto però insisteva “Corri Paolo corri!”. Non mi sono più fermato. Niente mi ha più fermato”.
Vado al massimo! E’ l’ironica confessione di un runner irriducibile che ha deciso di prendersi un po’ in giro. Vado al massimo! E’ un tentativo di guardare oltre il semplice gesto del correre, per capire dove stiamo andando davvero quando ci infiliamo le scarpe.
SOLA IN CASA
SOLA in CASA ,è uno dei più suggestivi testi teatrali di Dino Buzzati.
Protagonista di questo intenso e surreale monologo a due voci, è Madama Iris, “cartomante e chiromante laureata” che nel grigiore di una sera di pioggia, terrorizzata da un misterioso maniaco serial killer, inizia un viaggio dalla solitudine al terrore, e di qui alla morte. Ma Iris uccide soltanto nella fantasia. Un finale ironico e noir che diviene un momento di confronto personale con la vita e con la solitudine. E, a parte il tema che si riallaccia al primo e miglior Buzzati, è il suo trattamento, così dosato e intelligente, a fare di questo atto unico uno dei risultati più persuasivi della drammaturgia dello scrittore.
SENTIRSI LIBERI CON LA MUSICA
Praticare attivamente la musica richiede impegno, esercizio, sforzo e fatica.
Ma il risultato di questo lavoro, realizzato in collaborazione con la Casa Di Reclusione Di Verziano, dà gioia, emozione, soddisfazione per la propria crescita culturale e civile. L’apprendimento pratico della musica offre valenze educative significative e diversificate. La diffusione della musica concorre in modo decisivo allo sviluppo individuale e sociale, in quanto linguaggio privilegiato di sentimento e conoscenza, che coinvolge allo stesso tempo il corpo, il cuore, la mente. Sul piano metodologico e didattico, l’esperienza del fare musica insieme e d’insieme trasforma radicalmente gli spazi e i tempi del rapporto insegnamento/apprendimento, favorendo l’introduzione della creatività, dell’immaginazione e dell’arte.
Non conoscevamo bene la zona, e questo è stato un bel mondo per conoscerla meglio. (Claudia, Francesca, Andrea – 23/09/18)
A me è piaciuto da morire. Il professore eccellente. Conoscevamo già un po’ la storia di questa zona, ma è stato interessante approfondirla. Il teatro, che è l’espressione principale di tutto, allieta il percorso ed è una piacevole sorpresa ogni volta. (Federica, Lucia – 23/09/18)
Molto interessante, ben organizzato e spiegato molto bene. Belle le incursioni teatrali, così poetiche. Conoscevamo solo via Milano di questa zona, ma non avevamo neanche mai visto il Vantiniano, è stato molto bello. (Federica, Ester, Cristina, Silvia – 23/09/18)
Bellissimo, ci vorrebbe ogni domenica e scoprire così tutta la città. (Luciana, Cristina – 23/09/18)
Bellissimo, c’è piaciuto molto. Abbiamo scoperto un sacco di cose, come il fiume che passa e la storia delle case popolari. (Caterina, Alessandro, Andrea – 23/09/18)
La Bianchina è una bicicletta che può viaggiare nel tempo…ed è lei che ci porta Mansueta, classe 1910, una delle 5 donne de “i 75” de la Costituente, per conoscere il parere dei bambini sui fondamenti della Costituzione che si sta scrivendo nell’Italia del 1947. Ad aiutare Mansueta in questo compito c’è anche Maddalena, la fisarmonica che la accompagna nelle canzoni che spiegano i fondamenti della costituzione, attraverso i cui ritornelli i bambini sono chiamati a “votare”. La musica per capire, per spiegare, per esprimere il proprio consenso…forse anche perché Mansueta si ricorda bene di quando i suoi genitori hanno dovuto vivere nel silenzio, “sottovoce”, per non disturbare i militari tedeschi che avevano occupato casa loro.
E i bambini cantano, partecipano, ascoltano, si stupiscono quando Mansueta parla di “posti di blocco”, si interrogano sul principi come libertà, pace, giustizia, salute, istruzione. E lo fanno anche dopo, quando, finito lo spettacolo, arriva Francesco Braghini, cantautore bresciano, a raccontare di come era essere bambino nella Brescia del dopoguerra, tra le vie dei quartieri vissuti oggi dagli stessi bambini che sono tra il pubblico oggi e che curiosi ascoltano Francesco, come si ascolta un nonno, che diverte e commuove (“ma Francesco, a scuola gli zaini c’erano?”).
Liuz
“Che cosa vi ha colpito di più di questa mattina?”
- A me è piaciuta molto la storia della bicicletta.
- A me invece soprattutto quella di Francesco, perché erano cose che non sapevo.
- L’attrice soprattutto e la sua bicicletta.
- A me tutto
- A me le canzoni in dialetto.
- E’ strano che in questo posto facciano uno spettacolo di teatro.
- A me è piaciuta la merenda, poi cantare e tutto lo spettacolo.
- E’ più creativo vedere lo spettacolo in un posto insolito.
- La vita di Francesco mi ha interessato molto.
- Le canzoni.
- Francesco quando cantava e raccontava.
- Lo spettacolo mi è piaciuto molto, ma sapevamo che lei era una attrice, invece Francesco raccontava proprio la sua vita, mi è sembrato più vero.
Classi 5C Torricella, 5B Volta
“Comunicare ai bambini con una rappresentazione teatrale, con un’attrice che tra l’altro è stata bravissima, nonostante sia un argomento difficile, è un’ottima cosa e penso che ai bambini sia piaciuto, poi chiaramente avremo il riscontro a scuola quando sentiremo da loro come è andata.” Maestra Antonella
“I bambini sono molto contenti, ma soprattutto a noi insegnanti offre molti spunti su temi significativi per la nostra storia, sia dal punto di vista storico che di educazione alla cittadinanza. Poi, in un contesto così multiculturale e multi-linguistico (anche nel senso di vari livelli di conoscenza della lingua italiana), come la nostra scuola, noi insegnanti dovremo sicuramente riprendere alcuni concetti e alcuni termini che sono usciti oggi, perché alcune cose non le conoscono.” Maestra della Scuola Volta
Sono piacevolmente sorpresa, un po’ per il numero, perchè non è scontato ci sia così tanta gente, e questo vuol dire che c’è stato un ottimo lavoro dell’organizzazione. Ma sono contenta perchè è andata molto bene, sono sopresa del livello: tutti hanno seguito tutto fin dall’inizio, riuscendo ad entrare subito nella cosa. (Giselda Ranieri)
Sarebbe stato bello poter vedere poi un suo spettacolo, come con gli altri laboratori, per capire anche meglio alcune cose che abbiamo fatto stasera. Sarebbe stato molto interessante.
E’ stata un’ esperienza bellissima, la coreografa Giselda brava e preparatissima non si è risparmiata un attimo conducendo un vero workshop di tre ore intense e molto piacevoli. Come ci avete spiegato alla fine, il lavoro che state facendo nella comunità credo che sia veramente lodevole e azzeccatissimo, non c’e niente di meglio di un lavoro teatrale per far conoscere e integrare le persone. Lo fate senza nascondervi in spazi chiusi ma nei parchi pubblici che non solo valorizza le aree verdi, ma “fa vedere” il lavoro alla comunità che può vedere e partecipare anche all’ultimo momento senza passare per iscrizioni macchinose magari non accessibili a tutti. Farlo gratuitamente lo rende accessibile a tutti. Insomma che dire.. vi seguirò ancora. Bravi! Bravi!
Sono stata proprio bene con voi.
Un laboratorio nel parco è stupendo, a parte le zanzare. Sono molto felice.
Una cosa nuovissima per me. Non ho mai fatto niente di teatro, solo danza. Un’esperienza nuova che mi è piaciuta moltissimo. Ho fato un po’ fatica, ma mi ci sono messa d’impegno.
Per me non è stata una novità lavorare all’aperto, ed è una cosa che mi piace tantissimo, così come il dovere trovare compromessi con superfici differenti, gli ambienti, i cambiamenti di luminosità…è stata una ricchezza. Poi è stato anche molto bello incontrare Giselda, un lavoro interessante e con una soglia di fruizione molto ampia. L’ultima proposta che hai fatto l’ho trovata molto interessante e molto vicino anche al lavoro sulla maschera.
Mi è piaciuto e mi è servito anche per conoscere meglio il mio corpo.
Sono cose che aiutano ad esprimersi, ad approfondire se stessi e i propri sentimenti.
Uno spettacolo molto bello, che ricostruisce in una chiave molto particolare la vita di Via Milano. Poi l’idea di questi personaggi che raccontano, la trovo veramente indovinata. Poi loro sono bravissime, sono una garanzia. (Flaminia)
Interessantissimo. Si capisce proprio il lavoro che c’è dietro, di raccolta e ascolto. (Silvana)
Io non sono della zona, ma ho quasi 82 anni e quelle cose qui me le ricordo tutte, le ho vissute anche io. Mia mamma andava a fare la spesa una volta al mese col libretto, per esempio. E’ stato bello sentire raccontare queste storie. Io vivevo in cascina, mi ha fatto ricordare tante cose, anche venire in mente i giochi che facevamo, col gesso in terra per giocare a dama. (Elisabetta)
Molto bello, anche se alcune parti in dialetto non le ho capite perchè non lo abbastanza. Mi è piaciuto molto il fatto che sia un racconto corale, a più voci, che ogni tanto si interrompevano anche, come per darsi un parere a vicenda. Bello i racconti della ragazze, di come era una volta il corteggiamento, o la consegna della posta. (Maddalena)
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