Definirlo un piccolo miracolo forse suona esagerato, ma lasciateci essere orgogliosi di quello a cui abbiano dato modo di accadere. Per BARFLY – IL TEATRO FUORI LUOGO ieri sera al Parco Masserdotti di via Franzinetti nel quartiere Fiumicello di Brescia, è andato in scena il delizioso spettacolo HEINA E IL GHUL con Abderrahim El Hadiri, uno spettacolo tout public recitato in lingua araba, al quale ha assistito un pubblico che definire eterogeneo è limitativo: anziani, bambini, adolescenti, adulti probabilmente mai andati a teatro in vita loro, persone di ogni origine, abitanti del quartiere scesi per mangiare pane e salamina e persone venute appositamente per lo spettacolo. Persone che normalmente tra loro non condividono nulla, nemmeno una panchina al parco, erano sedute l’una accanto all’altra, partecipavano insieme al rito collettivo del teatro (di qualità) che si faceva festa. Ecco, anche se il lavoro da fare è tanto, anche se la fatica è grande, serate come questa restituiscono la misura e il senso del nostro fare! Forse non siamo bravissimi a renderle note, a valorizzarle comunicativamente (e in questo siamo molto bresciani… sgobboni e low profile) , ma non pecchiamo di superbia se vi diciamo che stiamo combinando cose belle, che stiamo facendo incontrare le persone attraverso l’arte del teatro, che abbiamo la folle ambizione di cambiare in meglio la società. La cultura e l’arte sono potenti deterrenti contro grettezza, bruttezza e odio.
Teatro 19

 

La bellezza è stata vedere un mondo davanti fatto di tanti bambini anche africani. Lo spettacolo era nato per un pubblico italiano, ma mi sono trovato a ribaltare la frittata e recitare davanti a chi viene dal mondo arabo, ma che arabo magari non parla più, o poco. Questo mi fa capire in che mondo siamo…tutti questi bambini che sono considerati stranieri, ma è evidente che non lo sono più. (Abdul Abderrahim El Hadiri- attore protagonista dello spettacolo)

Mi è piaciuto tantissimo. L’esercizio di mettersi dall’altra parte e capire la difficoltà che può avere un cittadino straniero quando arriva in Italia di trovarsi a cercare di capire una lingua…insomma ti fa pensare. All’inizio il fastidio lo senti, anche se noi siamo stati facilitati dalla spiegazione iniziale dei vari pannelli. E’ stato uno spettacolo, ma alla fine ha messo molto in discussione  anche i bambini che hanno assistito, che poi si confrontavano tra di loro su quello che avevano capito o meno. E comunque uno spettacolo che riesca ad attirare tutte le provenienze del quartiere è un evento eccezionale. Vi prego tornate! (Ilaria)

L’attore era molto simpatico e mi è piaciuto. Qui non avevamo mai visto una cosa del genere. (un adolescente del quartiere)

Mi è piaciuto moltissimo e poi uno spettacolo di questo tipo crea comunità…ed è una sensazione molto bella. Va bè poi lui è bravissimo! Il fatto che fosse in arabo è stato un po’ faticoso, però per certi punti di vista è stato anche una sfida resistere, arrivare in fondo ed è stato anche divertente cercare di capire qualcosa, al di là della difficoltà della lingua (Lucia)

 

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