<< Alla fermata, prima di salire sull’autobus, di solito, alla gente che arriva cerco di non dire niente, per cercare di tutelare l’impatto che il mio personaggio ha in genere sulle persone. Stavolta è arrivato questo signore del Ghana, Joe, e ha attaccato bottone, e quando mi ha chiesto: “tu che lavoro fai?”, mi sono sentito che avrei dovuto dirgli la verità. Quindi gli ho detto che sono un attore e che recito e che sull’autobus tra pochi minuti ci sarebbe stato uno spettacolo. Bè, ha cominciato a piangere: mi accarezza un braccio e mi dice “ma che meraviglia! Io i giovani con una passione… come una cosa così poi, che immagino sia difficile, perchè si fa fatica! Guarda se io avessi potuto avere le tue possibilità, le tue opportunità, chissà che cosa avrei fatto nella vita” . E poi comincia un monologo di una bellezza e di un livello culturale incredibile, raccontandomi che lui va in giro sempre con almeno un libro e che spesso legge anche per strada, perchè leggere è importante, “perchè la gente non capisce che è nei libri che c’è la vera libertà e che bisogna studiare…Io ero il primo dei miei fratelli e ho spinto tutti perchè studiassero, perchè la testa, l’intelligenza, il pensiero, quello non te lo può togliere nessuno. Tu conosci Kofi Annan? Sua mamma vendeva i pomodori al mercato e lui è diventato il segretario generale dell’Onu…Studiare è la cosa più importante”. Ho dovuto fermarlo tre minuti prima che arrivasse l’autobus, poi lui è salito ma è sceso poche fermate dopo… e io avrei voluto gridargli che quello che diceva il mio personaggio era esattamente il contrario di quello che pensavo! La cosa bella è comunque quello che ho provato all’inizio, quando guardandolo mi è venuta voglia di dirgli la verità, forse per quella speranza di trovare un contatto vero che gli ho letto negli occhi. >>
Che altro dire? C’è tutta la magia di un teatro fuori luogo! Grazie per il racconto a Ettore Oldi, attore di Omnibus.

                                                                                                                                                       Liuz

 

E’ stato bellissimo e lo consigliamo a tutti, perchè bisogna scoprire la città e divertirsi in modo alternativo. E’ stato uno spettacolo triste e divertente allo stesso momento e pieno di emozioni. Bello e ricco di sorpese nuove in posti molto comuni che spesso fuggono alla vista, molto irriverente e pieno di energia.(Giulia, Paola, Giulia – 8 luglio 2018)

L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ perplessa è stato il viaggio in pulmino e il ragazzo che ha urlato, mi ha lasciato un po’ così, perchè è stato un po’ forte. (Luisa – 8 luglio 2018)

Siete stai bravissimi, non si capiva bene a volte se era finzione o realtà. (Enzo – 8 luglio 2018)

Molto sorpresa, non vi conoscevo e mi è piaciuto molto. Non si capiva a volte che cosa era vero e che cosa no, ma tutti molto bravi. (Natascia – 8 luglio 2018)

A me è piaciuto molto e soprattutto mi piace il lavoro che state facendo sul territorio. Fantastica l’idea di partire dal centro storico e finire in periferia…e devo dire che quella che Garibaldi “volta il culo alla periferia” è proprio una chicca. (Stefania – 8 luglio 2018)

E’ stata una scoperta assolutamente casuale e improvvisata. Mi è piaciuta veramente molto l’idea di un teatro alternativo, anche satirico e molto attuale e lo consiglio. (Fabiana – 8 luglio 2018)

Sicuramente interessante, alcune parti fanno riflettere, altre fanno ridere e sono divertenti. Avevo partecipato due anni fa ad uno spettacolo del festival sulla salute mentale e mi era piaciuto questo tipo di teatro che esce dagli schemi e prendendo proprio spunto da quello ho deciso di partecipare stasera. (Anna – 17 giugno 2018)

Avevo partecipato ad una manifestazione del genere, in cui il teatro esce fuori dai luoghi consoni, ma a Lisbona, anche se lì cantavano, ma era sempre su un autobus. La cosa bella è vedere le reazioni di chi passa o sale per caso sul bus. E’ stato molto carino. (B. – 17 giugno 2018)

Uno spettacolo strano, perchè comunque è la prima volta che assistiamo ad un tipo di spettacolo così…non pensavo assolutamente che si sviluppasse tutto sull’autobus e forse non l’ho capito fino in fondo, devo ancora cercare di capire tutte le situazioni e tutti i personaggi. L’ho trovato molto interessante: è bello uscire dai soliti schemi. (Paola – 17 giugno 2018)

Interessante ma forse difficile da associare a temi sociali. Soprattutto la parte in cui si associa un tema religioso ad una cosa per niente religiosa, l’ho trovato difficile. Capisco e apprezzo che sia uno sforzo per sensibilizzare le persone, ma forse per la mia sensibilità, per il mio visssuto è forse una forzatura…ma probabilmente anche perchè in me questo tipo di messaggio è già presente. (Stefano – 17 giugno 2018)

Quello che mi è piaciuto di più di questo spettacolo è il fatto che si sia usato l’autobus e quindi l’utilizzo degli spazi urbani per valorizzarli; poi mi è piaciuto molto il fatto che abbiate integrato persone di altre nazionalità e quindi ho capito che il teatro può essere anche un mezzo per integrare e che forse andrebbe sfruttato di più in questo senso. (Alessandra – 17 giugno 2018)

Mi è piaciuta la modalità di utilizzare il teatro per integrare persone di altre culture, ha urtato un po’ la mia sensibilità l’utilizzo della figura della Madonna in questo modo (Paola – 17 – giugno 2018)

Il teatro per strada e sull’autobus è bellissimo, ma mi sarei aspettata qualcosa di più poetico. (Valeria – 17 giugno 2018)

La metodologia di un teatro sociale che va anche a provocare direttamente nei luoghi e nelle modalità in cui normalmente ci muoviamo è sicuramente interessante… forse ha concentrato troppo in una piece che è molto breve una serie di problematiche che rischiano di essere un po’ buttate lì per provocare e che magari possono urtare chi magari ha una sensibilità religiosa un pochino più marcata, perchè effettivamente ha un finale che sorprende, ma che provoca. Io ho capito il senso provocatorio che il teatro deve anche avere, però ecco a volte si rischia di creare il problema, ma di lasciarlo poi sospeso. (Claudio – 17 giugno 2018)

 

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