Come cambia un Paese? Come cambiano i costumi di una società , di una città, di un quartiere? Si può capire osservando una sequenza di Super8 girati nell’arco di circa 30 anni, sonorizzata da note intense, che ti fanno persino sentire i rumori, gli odori, le parole di quei filmini muti, per lo più in bianco nero.
Un quartiere si può musicare, si può far vivere e rivivere attraverso chitarra, basso, fisarmonica e voce…uno spaccato di Italia può raccontarsi con immagini e suoni, senza bisogno di usare le parole.
E finita la visione continuano le “canzoni d’asporto, come quando prepari la valigia per andare al mare”…e sarà la sua voce, sarà la fisa, saranno le immagini che ancora ci scorrono negli occhi, sarà il posto con il pergolato e le lucine, ma, come dice Fabio degli Esterina, “stasera siamo tutti di colori bellissimi, metallizzati” (e loro che stanno in giro a suonare ne vedono proprio di tutti i colori!).
Liuz

E’ la prima volta che veniamo a Brescia e questa idea di Teatro Fuori Luogo mi è parsa subito un’ottima idea. Credo sia davvero arrivato il momento di “ristrutturare”, di una rivitalizzazione, di un intervento culturale nelle periferie. Loro (Teatro19 e Barfly) mi sembrano essere una buonissima notizia per la città, credo che possano fare bene e che possano diventare anche un modello per altre zone e altre città, almeno lo spererei. Il progetto è molto ambizioso, però credo che sia anche utile perché non si possono lasciare le periferie a se stesse…chiaro questa non è una misura che non può bastare da sola, però è un inizio. (Fabio Angeli, voce e chitarra degli Esterina)

Ho un nuovo gruppo del cuore! No, davvero dal punto di vista puramente visivo è stato impressionante; vedere queste immagini che si sposano così alla perfezione con la musica che questi ragazzi hanno deciso di comporre, questo salto all’indietro di 60 anni e perfino queste immagini della neve in una serata fresca d’estate…è stato tutto perfetto, non posso dire nient’altro. (Costanza)

Uno spettacolo molto intenso, davvero bellissimo. Filmati che fanno immaginare e pensare alle nostre radici, con una musica meravigliosa. Davvero mi è piaciuto molto. (Anna)

Siamo in una zona di Brescia che vorrei che cambiasse in meglio. L’idea di fare teatro qui mi trova molto d’accordo. E soprattutto dobbiamo movimentare e dar vita a questa zona. (Ivonne)

Mi è garbato molto, sia lo spettacolo che il posto. Mi garba l’idea di fare teatro in posti alternativi. (Roberto)

Se leghi un’animazione culturale, in questo caso il teatro, ma che stasera s’è permeato con la musica, ma che potrebbero essere arti visive, con un progetto che riguarda un quartiere, di ristrutturazione, di riqualificazione, si creano momenti fondamentali. Voglio dire, la ristrutturazione di un quartiere non è solo una questione edilizia, ma un’operazione che dovrebbe sempre essere anche sociale e anche culturale, perciò questi eventi qui sono la ricetta giusta. (Nico, fotografo Esterina)

La tenue musica riqualificante
Giornale di Brescia del 5/07/2017

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