La casa nella testa

Il lavoro si è concentrato sulla gemellarità di ognuno di noi con l’ombra che ci vive accanto. Sulla relazione fra mondo reale e realtà immaginata. Abbiamo indagato, attraverso la poesia materiale dei corpi, sia il valore, sia il pericolo dell’ombra. Non abbiamo trovato una risposta. Abbiamo dato ascolto al dubbio, all’incertezza. Chi può dire che “il sogno non sia questa cosa vaga che io chiamo la mia vita?”

Esterina plays home movies

A esterina piace tantissimo la musica strumentale. Gli Home Movies hanno chiesto a esterina di musicare una selezione estratta dai loro archivi video sul parco della Montagnola, uno dei parchi più famosi di Bologna. Un’operazione originata dalle testimonianze private di 50 anni di un parco di una città italiana, che però può essere evocativo, raggiungibile per chiunque. Quel passato e quelle bozze di memoria intercettano anche chi lì non c’è mai stato.

 

Acqua di colonia, prima parte: ZIBALDINO AFRICANO

Noi siamo colonialisti? Lo siamo stati? Che ne sappiamo? E che c’entriamo? E oggi cosa siamo?
Vista dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c’entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che torna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.

 

Mad in Europe

Sulla scena un personaggio ambivalente e complesso, un personaggio alla deriva e alla ricerca di una lingua capace di raccontarlo. La frammentazione dell’interiorità di una donna si fa metafora della crisi dell’utopia europea: la scissione fra maternità, religione e ruolo sociale si infrange nel mescolamento delle lingue dando vita all’ossimoro di una koiné babelica.

 

Senza Titolo

Una lezione in cattedra. L’insegnante esordisce dichiarando: “Abbiamo poco tempo, ma dobbiamo fare tutto.” Un prototipo di lezione destrutturata che rivela, con le parole, i progressi dell’umanità e, con i fatti , la natura volubile e involontariamente comica dell’essere umano.
Premio ECEplast Festival Troia Teatro 2011, Premio del Pubblico Finestre di Teatro Urbano 2011.