Non avevo in mente un racconto del cosa era prima e cosa dopo in termini architettonici, ma mi interessava fare una semplice domanda, per capire che cosa le persone intendessero per “rigenerare”, così ho raccolto le loro voci e testimonianze, scandite dalle canzoni di Francesco Braghini, che considero una specie di enciclopedia vivente bresciana, oltre che un’istituzione. Credo che questo film rimarrà un documento importante per la città. Ho accettato questo lavoro anche perché sono molto affascinato dalla responsabilità che dovrebbe avere chi disegna la città. L’urbanistica plasma, nel bene e nel male, anche le persone. Un quartiere o una città senza piazze, ad esempio, genererà un certo tipo di persone, di interazioni, di relazioni. (Elia Moutamid – Regista di Radio Fontane)

In questi giorni sto lavorando per Barfly alla Corte Dall’Era, che è uno dei luoghi presenti anche nel film, ed è stata la prima volta che sono tornata in Via Milano dopo il periodo di chiusura che abbiamo vissuto tutti e mi sono accorta di quante cose nuove ci sono, rispetto anche a quelle che di vedono nel documentario, tanti cambiamenti. A maggior ragione, perciò, credo che questo RADIO FONTANE abbia ancora più senso, perché documento quello che c’era prima delle varie trasformazioni. (Francesca Mainetti – Teatro19)

Guardando il film ho riflettuto sul fatto che la trasformazione, la rigenerazione è sempre in divenire; man mano che vedevo le immagini mi sono accorta di alcuni cambiamenti e ho pensato a quelli che ci saranno. E’ un po’ come avere uno sguardo sul passato, che però proietta già anche su un futuro in arrivo. (Roberta Moneta – Teatro19)

Grazie a Teatro19 e al regista per il lavoro fatto in questi anni. Sono d’accordo sul fatto che sia un documento importante, che però, per certi versi, spaventa. Il film, vedendolo anche dal lato dell’Amministrazione, è molto bello anche perché non è propagandistico, non è la visione del Comune che ci mostra cosa si sta facendo, ma è la restituzione di una complessità, che non è solo quella del progetto di rigenerazione urbana, ma del contesto stesso in cui si sta lavorando, fatta di percezioni molto diverse, della storia, del presente e del futuro di questo luogo della città. Il bello è non pretendere di uniformare queste percezioni (ed è anche la responsabilità degli Amministratori): sarebbe un errore madornale, perché la pluralità deli luoghi, dei sentori, delle percezioni è esattamente quello che deve essere una città. (Roberto Cammarata, presidente del Consiglio Comunale di Brescia)

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