Una sera d’estate, una morbida piazza di città, un palco montato di fresco ed una Donna. Lei, voi, tu, tutte noi…
Valeria Battaini ci racconta con maestria lo strazio di chi non ha voce, di chi non ha nome,  di chi ha creduto,  arrivando in Italia,  in un tempo di vita migliore, un tempo degno d’essere vissuto…Un sogno sottratto da mani assassine, dobbiamo fermarci e guardare, fermarci ed ascoltare, non possiamo voltarci dall’altra parte…HOLY GHOST FIRE…complimenti Valeria.  A presto, spero, Katia Carrieri.
Un fatto di cronaca, un’altra donna uccisa, ha motivato il mio desiderio di assistere allo spettacolo ad esso ispirato.  L’attrice, Valeria, ha reso ,dall’inizio alla fine dello spettacolo, con un’interpretazione molto intensa il senso d’ingiustizia e crudelta’ racchiuso nel destino di lei, la povera donna senza nome, emigrata dal suo paese, probabilmente l’Africa, nella speranza di fare una vita migliore qui, dove vivo io,io che ho avuto in sorte un destino diverso, sicuramente migliore del suo. Ma qui, nel mio paese, che si dice civile ed evoluto, l’hanno babaramente uccisa.
Ho provato disillusione , stupore e dolore per come le sono andate le cose. L ‘attrice ci ha messo tutta la sua anima, non solo la sua abilita,’ per condividere questa testimonianza con noi, il pubblico. E come spettatrice ti trovi a pensare : “Sono una donna anch’io, questi fatti di cronaca  mi riguardano.”
 Cosi’ mi piace pensare ad un sogno che vorrei realizzare da morta , forse assurdo, ma non ha  importanza, e’ un sogno appunto.  Ed e’ che, quando muoio io, possa prendere per mano tutte le donne morte e con esse fare un grande girotondo intorno al mondo; tenendoci cosi’, per mano, saremo come tante sorelle tutte uguali, non importa in che modo uguali, e nessuno potra’ piu’ farci del male. Grazie Valeria. (Marialuisa)

 

Bellissimo. E’ giusto portarlo in piazza e sarebbe interessante pensare di farlo anche per alcune ricorrenze, tipo l’8 marzo. (Bruna)

Molto bello e molto intenso, in alcuni momenti proprio anche un po’, diciamo pesante, ma in senso positivo. E’ giusto che di questo tema se ne parli, soprattutto con quello che sta succedendo adesso, che tutti fanno finta di niente e queste persone diventano solamente dei numeri e non esseri umani con un nome e cognome. Soprattutto bisognerebbe pensare che queste persone hanno dei famigliari, hanno delle madri, dei padri e dei figli e se ognuno di noi potesse parlare con loro e capire veramente da dove vengono e tutto quello che sopportano, li vedremmo in modo diverso. (Giuliana)

Uno spettacolo molto duro, ma anche molto intenso. Ha restituito dignità ad una persona che purtroppo l’ha persa. E’ difficile farlo ma è necessario. Tutti i gesti, le musiche, le parole sono molto studiate, si vede che c’è un lavoro dietro molto prezioso, che dà valore all’intimo di ogni persona. (Clara)

Sorpreso dal talento di questa attrice. Questo non deve essere un punto di arrivo ma un punto di partenza per altri successi. (Angelo)

Non mi aspettavo una cosa così, lo pensavo più leggero e invece è molto forte e intenso. Ho portato anche la mia bambina, le chiederò con calma cosa ne pensa. C’è stato un momento in cui ha detto “ma che cattivi!”. E’ il primo spettacolo che vedo di Barfly e penso sia giusto portare in piazza anche cose così, che fanno pensare, riflettere. E’ stao molto forte, anche come riflessione sul proprio intimo, sul proprio essere donna. (Erminia)

 

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